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  • Dorotea: Storia e dietro le quinte

    Ciao! In questa pagina cercherò di spiegarvi i riferimenti storici e leggendari del mio gioco Dorotea, oltre a mostrarvi un po’ il dietro le quinte sulla realizzazione del mio gioco.

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    Gioca a Dorotea PRIMA di leggere questo approfondimento

    Se non hai giocato a Dorotea e hai intenzione di giocarci, chiudi subito questa pagina. Qui ci sono approfondimenti che sveleranno e sbobineranno l’intera trama del gioco e rovinerebbero l’esperienza.

    Vi invito, se non l’avete ancora fatto, a giocare e/o scaricare Dorotea seguendo questi link

    Premesse

    Dorotea è un misto di verità e fantasia. Ho unito veri luoghi, vere personalità, veri elementi storici, leggende cittadine e, in quantità maggiore, elementi di mia fantasia.
    Qui di seguito vi spiegherò i miei riferimenti storici e leggendari e come li ho modificati, anche pesantemente, includendo informazioni aggiuntive sui personaggi.

    IMPORTANTE: Non sono uno storico e, molti di questi elementi, li ho studiati e scoperti mano a mano mentre progettavo il gioco. Questa pagina non è una fonte che dovreste usare nelle vostre relazioni storiche e topografiche. Inoltre, seppur abbia provato a leggere qualche mappa antica e abbia visitato di persona i luoghi che ho citato, la mappa di gioco è lontana dall’essere accurata geograficamente.

    Ovviamente ho fatto il possibile per rendere il tutto il più accurato possibile, ma devo mettere le mani avanti per non mancare di rispetto alla storia e agli esperti della mia città.

    Per mia fortuna, gli elementi storici che ho usato nel gioco Dorotea risalgono tutti al 1600. Seppur molto vicini, i vari elementi potrebbero non essere co-esistiti nello stesso lasso di tempo.

    Citazioni

    La creazione di questo gioco non sarebbe stata possibile senza i libri, gli articoli e l’aiuto di…

    In questo elenco non sono inclusi i crediti relativi ad alcuni elementi grafici e sonori che ho utilizzato. Qui ho citato solo coloro che, col loro contributo diretto e indiretto, hanno contribuito a forgiare la storia del gioco
    Spero, inoltre, di non aver dimenticato nessuno e nessuna fonte.

    L’archivio

    L’inizio e la fine del gioco (Non avete chiuso prima della fine dei crediti, no?) è ambientato in questo archivio dove, Dorotea, è stata convocata per completare il suo lavoro.
    Questo archivio non è un luogo preciso di Conversano. L’ambientazione è ispirata leggermente alla biblioteca Civica Maria Marangelli di Conversano, che ho visitato per approfondire le mie ricerche.

    Ne approfitto per ringraziare il personale. Sono stati molto disponibili e hanno trovato dei testi utilissimi alle mie ricerche.

    Dorotea

    La protagonista del gioco è ispirata (sottolineo ispirazione, non narrazione diretta) dalla strega Dorotea, un personaggio realmente esistito nella mia città, Conversano.

    La vera Dorotea

    Nella “vita vera” fu veramente processata e torturata per stregoneria nel 1600. Viveva nella povertà e curava le persone dal malocchio e dalle malattie, o almeno ci provava. Non penso, però, avesse poteri sovra-naturali come la nostra protagonista.

    Vi invito a guardare questo documentario di Teleregione che parla proprio di lei.

    Aggiungo che, nello stesso periodo, c’era un’altra Dorotea, ovvero la suora Dorotea Acquaviva D’Aragona. Quest’ultima potrebbe essere collegata con la Porta Dei Cento Occhi, ma non alla nostra protagonista.

    La protagonista

    Nel mio gioco, Dorotea viene introdotta come una ragazza sulla 25ina. Non ho voluto darle un’età precisa per ora per non doverla cambiare nelle opere future.

    Specialità lavorativa di Dorotea è lo studio della storia del suo territorio. Dopo la laurea, Dorotea ha subito trovato lavoro nella sua città e, come abbiamo poi scoperto nel gioco, tra le sue mansioni abbiamo la catalogazione e lo studio di reperti storici presenti negli archivi cittadini. Ovviamente conosce bene, oltre alla storia di Conversano, anche varie lingue importanti per il suo lavoro: il dialetto conversanese / barese e il latino.

    Vi metto anche la descrizione estetica del personaggio. Non penso che questo gioco diventerà mai famoso a tal punto da vedere cosplay di Dorotea. Dovesse capitare, potete seguire questa descrizione:

    Dorotea è la tipica ginger: capelli rossi lunghi e occhi verdi. Veste un lungo abito monocromatico bordeaux e calza stivali neri.

    Perché i capelli rossi?

    Visto che la stegoneria veniva vista come una opera collegata al diavolo, ho voluto disegnare Dorotea con i capelli rossi. Specialmente al sud, infatti, si dice che le persone con i capelli rossi possano evocare e parlare col diavolo.

    Da ginger quale sono anche io, al momento posso dire di non aver avuto contatti col diavolo (Con Di4volotv sì però), quindi possiamo sfatare questo mito.

    Cosa succede a Dorotea nel passato?

    Nel gioco, Dorotea viene catapultata due volte indietro nel tempo. Nella sua “prigionia” che durerà 40 anni, sarà riservata e intenta a seguire la sua missione: spezzare la maledizione. Alcuni suoi compaesani la etichetteranno come strega, non tanto per i suoi poteri sovra-naturali che cercherà di tenere nascosti, ma per le sue ampie conoscenze. È pur sempre una ragazza intelligente e studiosa che arriva dal 2025.

    Chissà se in futuro vedremo qualche sua missione 👀

    Il modello 3D per PlayStation

    Fun fact: qui sotto vi ho allegato un render – fatto su PC – della primissima versione di Dorotea come modello 3D. Come detto nella pagina del gioco, per la Italocurso Game Jam 2025, avevo intenzione di pubblicare un gioco per la prima PlayStation.

    La protagonista doveva essere colei che poi è diventata Dorotea nel gioco per Game Boy. Quello che vedete qui sotto è la mia prima persona modellata da zero in 3D (Ho già diversi anni di esperienza di modellazione 3D, ma era limitata al design di interni).
    Il render è un po’ strano, sia perché è stato fatto solo per prova, sia perché il programma di render ha convertito i quad in triangoli, non benissimo.
    Tenete conto che avrei dovuto usare il modello su PlayStation e non potevo esagerare col numero di poligoni.

    La Porta Dei Cento Occhi

    Se la ItaloCurso Game Jam è il gruppo di bastoncini di legno che metti nel falò, la Porta dei Cento Occhi è la scintilla che ha contribuito a far divampare la fiamma di questo gioco.

    Questa opera non è una mia invenzione: esiste davvero ed è esposta nella mia città. Seppur sia solo una porta in legno, quello che rappresenta – e come lo rappresenta – è perfetto per un gioco di questo genere. I vari content creator che hanno provato il mio gioco hanno confermato ciò.

    L’estetica della Porta dei Cento Occhi

    Il reperto risale anch’esso al 1600 e presenta serrature importanti e decorazioni, tra cui una scritta in latino e una figura umana piena di occhi sulla sua pelle brandisce che una lama nel braccio destro ed ha un manto avvolto attorno al braccio sinistro.

    Nel gioco Dorotea dice “QUI POTEST CAPERE CAPIAT”. Questa frase è realmente presente sulla porta ed è traducibile come “Chi vuole intendere, intenda” (Nell’immagine che ho messo non si vede, ma sul web troverete foto più complete. Non appena avrò l’ok per usare una foto migliore, l’aggiornerò subito).

    Seppur noi la chiamiamo Porta dei cento occhi, sul suo corpo possiamo solo contare 75 occhi. Perchè? Non ne ho assolutamente idea.
    Fun fact: nella mia versione pixel-art della Porta, ho veramente inserito 75 occhi, come nell’opera vera.

    Il ritrovamento della Porta dei Cento Occhi

    Dorotea, nel gioco, trova la porta in un deposito abbandonato da decenni. Anche la porta vera fu trovata – 50 anni fa – in un deposito abbandonato, in questo caso del Monastero di San Benedetto. La porta fu recuperata e restaurata.

    Dorotea, quando si trova in un posto strano dopo essersi risvegliata, crede di essere finita in una cripta di una chiesa. La citazione si ricollega al luogo di ritrovamento della porta.

    Cosa rappresenta la Porta dei Cento Occhi

    La figura sembra rappresentare il gigante Argo, una figura mitica dell’antica Grecia.

    Nel mio gioco, ho voluto dare alla Porta un doppio ruolo di guardiano della vita delle Dorotea e di sigillo degli elementi maledetti presenti nei giorni nostri, rappresentata, nel gioco, dalla sedia.

    Nella vita reale, però, lo scopo è meno noto, ma ci sono delle ipotesi

    • Veniva usato come guardiano sì, ma della verginità delle suore ospitate nel Monastero.
    • Veniva usato come punizione per le monache peccatrici e da monito per le consorelle. Gli occhi simboleggerebbero le eruzioni cutanee della sifilide.
    • Fu creata come porta della cella della suora Dorotea Acquaviva D’Aragona. La povera suora fu rapita da Ridolfo Carofa Duca di Noja e portata in Venezia, dove si sposarono ed ebbero un figlio. Ridolfo morì in battaglia e Suor Dorotea tornò al Monastero di Conversano dove venne, purtroppo, chiusa in cella.

    U’Cont

    Questo storico personaggio è importantissimo nella storia del mio gioco, seppur venga solo citato nei dialoghi. Stiamo parlando del Conte di Conversano e duca di Nardò, specificatamente di Giangirolamo II Acquaviva D’Aragona.

    Giangirolamo è stato conte di Conversano dal 1626, anno di morte del padre. Ho voluto citare la morte del padre nel voluminoso testamento presente tra i reperti analizzati da Dorotea. La contea di Conversano era un feudo importante che copriva buona parte del sud-est barese.

    Fun fact: nello stesso periodo del gioco è ambientato il film “Il viaggio della sposa” di Sergio Rubini. La destinazione del viaggio è proprio la contea di Conversano.

    Sono tante le leggende su questo conte. Proprio le leggende – e un po’ anche la storia vera – narrano di un uomo malvagio e un guerriero formidabile.
    Si dice fosse guercio, ovvero avesse un difetto visivo. Questa diceria non è mai stata confermata da alcuna fonte. Anche se questo conte è anche noto come “Guercio delle puglie”, potrebbe essere soltanto una trascrizione errata del titolo di “Guelfo delle puglie”.

    Nei prossimi paragrafi vi elencherò i riferimenti presenti nel gioco e legati al Conte

    Ius Primae Noctis

    Nel mio gioco ho inserito un riferimento molto velato alla “pratica”, mai verificata storicamente.

    Quando Caterina scopre che Dorotea è arrivata da un uscita di una residenza privata del Conte, ha subito pensato fosse andata lì per affari carnali. La citazione “Beh, vestita così” è un modo per giustificare il lungo vestito rosso che indossava Dorotea, che si diceva fosse un colore associato alla prostituzione.

    La nostra Caterina ha voluto fare 1+1. RIP.

    Lo “Ius Primae Noctis” che, ripeto, non ha fondamenta storiche, era la pratica di “consegnare” la neo-sposa al Conte per consumare la prima notte di nozze. Terribile se vero.

    Aggiungo che noi conversanesi siamo soprannominati “Figli del conte” per questo motivo. Un esempio è il gruppo ultras della Pallamano Conversano, una delle squadre più titolate della pallamano italiana e, nel momento in cui scrivo, detentrice dello scudetto.

    La Sedia e gli spiriti

     

    Come dicevo prima, il Conte era un guerriero formidabile, temuto e vendicativo.
    Una leggenda narra che Giangirolamo facesse scuoiare i suoi nemici e ci fece delle sedute in pelle. In particolare, ciò sarebbe avvenuto durante la repressione dei moti di protesta arrivati da Nardò.

    Per aggiungere quel tocco horror fantascientifico e per ricollegarmi al ruolo delle streghe, ho voluto unire i due avvenimenti, immaginandomi questa situazione:
    “L’altra strega” citata dalla Dorotea anziana, ha vissuto questa guerra civile dal lato dei protestanti. Voleva vendicarsi in modo esemplare, cercando di attaccare dall’interno e in modo pesante. Per fare ciò, ha risvegliato gli spiriti maledetti dei caduti in battaglia e non solo, risvegliandosi dai vari possedimenti materiali del Conte, soprattutto le sedute in pelle umana, pregne di materia oscura.

    Il maleficio creato da questa Strega ha avuto dimensioni importanti, tanto che potrebbero essere finito fuori dal controllo della Strega stessa che lo ha eseguito.
    Saranno le prime Dorotea della catena a provare a contenere questi spiriti maledetti creando e potenziando la Porta dei 100 Occhi. Lo spirito infuso nella porta stessa – e un comodo letto – permetterà alle Dorotea di viaggiare in modo sicuro nel passato.

    Ho parlato di catena? Lo vedremo dopo.

    Riguardo il design della sedia, essendo la sua esistenza una leggenda, è stato inventato da me. L’ho fatta il più semplice possibile perché non so disegnare benissimo…

    Un pelo mi sono ispirato alla sedia Van Gogh di Nicola Bolla. Dorotea, nel gioco, vede la sedia e pensa subito di non doverla provare. Questa è una citazione proprio all’incidente avvenuto a Palazzo Maffei a Verona, dove un turista ha danneggiato la sedia Van Gogh sedendoci su.

    Il tunnel nascosto

    Dopo essersi svegliata, Dorotea crede di essere finita in una cripta. Quello in cui è finita, invece, è un lungo corridoio / cunicolo ispirato al passaggio segreto che – secondo la leggenda – avrebbe fatto scavare per fuggire a cavallo.

    Non ci sono fonti che confermerebbero l’esistenza o meno del passaggio, quindi il suo contenuto (provviste e cadaveri) e la sua destinazione sono totalmente inventati da me.

    Terrarossa (Lago di?)

    Conversano è una città piena di doline carsiche, denominate Riserva Naturale Regionale dall’elevata priorità di conservazione dall’Unione Europea.

    Questi sono stagni abbastanza grandi. Molti di essi sono ormai privi di acqua, ma, secoli fa, venivano usati come riserve idriche e principali fonti d’acqua potabile.

    Tecnicamente, Terrarossa non è il nome del lago, essendo noto – ai tempi – come “Lago Fetido” o “Lago di San Salvatore”. Diciamo che è più il nome della zona, anche se molti conversanesi sanno dove indirizzarti se gli chiedi del lago di Terrarossa.

    Ma come è nato il nome Terrarossa?
    L’origine del nome potrebbe derivare da un’altra pratica violenta e sadista del Conte.

    Secondo la storia tramandata, a lui non piaceva che le donne “rubassero” l’acqua dai pozzi presenti nella dolina.
    Per dissuadere le donne dall’effettuare questa pratica – e approfittandone per allenarsi – il Conte imbracciava il suo archibugio e sparava ai questi vasi pieni d’acqua che le donne portavano in testa.
    Ovviamente, con armi che non sono quelle di oggi, con il suo difetto visivo e la lunga distanza, spesso e volentieri la pratica finiva in tragedia.

    Il sangue versato, quindi, avrebbe dato il colore alla terra, da qui Terrarossa.

    Abbiamo visto, nel gioco, la povera Caterina beccarsi un colpo di archibugio in testa, così all’improvviso.

    Il Cimitero vicino al lago

    Il fatto che sia presente un cimitero nelle vicinanze del cimitero è data da un’altra leggenda che vedeva la presenza di un cimitero nei pressi del lago di Sassano, ad oggi il lago più grande e pieno di Conversano (Quello che vedete in foto).

    Nota: il lago Sassano è abbastanza lontano da Terrarossa e il Castello di Conversano. Se quest’ultimi sono considerabili il centro della città (Sono vicini alla strada che porta a Polignano a Mare), il lago di Sassano è più in periferia, sulla strada che porta al comune di Casamassima

    Altri fun fact in breve

    • L’elemento interagibile all’inizio del gioco è un manifesto con la Cattedrale di Santa Maria Assunta di Conversano
    • Il computer che la Dorotea anziana consulta non appena torna nei giorni nostri ha il Castello di Conversano come sfondo. Ho cercato, in pochi pixel, di disegnare la famosa torre cilindrica
    • I pennini in metallo erano stati inventati nel 1600. Era solo un oggetto per ricchissimi e, infatti, era materiale avrebbe potuto possedere il Conte. Uso il condizionale perché è una mia invenzione e non è stato provato nulla a riguardo
    • Il camino di 400 anni è l’unica cosa rimasta intatta dell’abitazione di Dorotea nel passato. Il fatto che la casa di Dorotea nel 1600 e la stanza con i registri coincidano è una pianfiicazione delle stesse Dorotea.

    Spiego meglio il loop temporale

    Sicuramente la storia è piena di paradossi, ma ho fatto il possibile per sistemarli.
    È un loop temporale? Dorotea ha creato / riparato la porta? Come è nata la maledizione? Come fa Dorotea ad “avere tutto a disposizione” quando viene mandata indietro di 40 anni? In che universo ci troviamo con la Dorotea anziana alla fine del gioco?

    Cerco di spiegare e di giustificarmi
    Pensate al loop come una catena e non un ciclo. Fate finta che Dorotea sia un videogioco Rogue-lite (Tipo The Binding of Isaac) con varie linee temporali dove, poco a poco, le Dorotea provano a spezzare la maledizione e a migliorare le condizioni di vita della prossima Dorotea.

    Solo Dorotea può spezzare la maledizione e 40 anni non bastano. È già tutto pianificato: arriverà una nuova Dorotea giovane per prendere il posto della Dorotea anziana.

    Quello che viviamo nel gioco è un pezzo di questa catena. (Non giocatelo 100 volte, non cambierà niente, per ora).
    Non è il primo pezzo, non è l’ultimo pezzo. Siamo a metà? Non lo sappiamo.

    Dorotea è una demo? Uscirà una versione completa?

    Dorotea è un gioco completo, non una demo. Capisco che 10 minuti sono pochini e vi ho lasciato col fiato sospeso, ma la storia non è finita qui.
    Ho già diversi pezzi di scrittura che saranno legati a questa opera. Non posso anticiparvi molto, sia perché non voglio spoilerarvi, sia perché non saprei quasi cosa dirvi.

    Ovviamente mi riservo il diritto di retconnare qualsiasi evento accaduto in questo gioco.

    Sono, però, soddisfatto. Non c’è molto cut-content (se non contiamo la versione per PSX cancellata) e sono riuscito a mettere praticamente tutto ciò che volevo mettere, avendo solo un paio di settimane e solo qualche ora post-lavoro vero.

    Inoltre, aspettatevi aggiornamenti con dialoghi, grafiche e sonoro migliorato e una quantità maggiore di piattaforme. Arriveranno tutte.